L’umanità imprigionata dal suo benefattore.

Leon Joseph Bonnat (1833-1922), Portrait of Louis Pasteur (1822-1895) and his Grand-Daughter Camille Vallery-Radot. 1886. Paris, Pasteur Museum. (Photo by: Christophel Fine Art/Universal Images Group via Getty Images)
Louis Pasteur, French chemist, 1895. Pasteur (1822-1895) developed the pasteurisation process which kills pathogens in milk, wine and foods, and he produced vaccines against anthrax and rabies. In 1884 he was appointed Professor of Chemistry at the University of Lille where he researched the reasons why some alcohols turn sour, discovering in the process, that by heating liquid to a certain temperature, the bacteria were killed. Popular tribute from Le Petit Journal, Paris, at the time of his death. (Photo by Oxford Science Archive/Print Collector/Getty Images)
Louis Pasteur working to find a cure for swine fever / le rouget du porc; he developed vaccinationfor it in 1883. Louis Pasteur (December 27, 1822 – September 28, 1895), French chemist and microbiologist. From Chocolaterie dAiguebelle series, card No 1. (Photo by Culture Club/Getty Images)
Illustration of Louis Pasteur Vaccinating Animals Against Anthrax (Photo by Stefano Bianchetti/Corbis via Getty Images)
Louis Pasteur et le vaccin contre la rage, couverture de ‘La République Illustrée’, publié le 3 avril 1886. (Photo by API/Gamma-Rapho via Getty Images)
(Original Caption) Illustration shows Louis Pasteur looking through a microscope in his laboratory. “Monsieur Pasteur in his laboratory.” Undated.
FRANCE – JANUARY 01: Archives of Louis Pasteur in France in 1987. (Photo by Francois LOCHON/Gamma-Rapho via Getty Images)

Voglio insistere ancora una volta. Non mi piace ripetere sempre le stesse cose, ma tutto questo è purtroppo diventato la nostra quotidianità; una orrenda quotidianità dalla quale dobbiamo uscire ad ogni costo. Mi riferisco ovviamente alla storia del “virus” e a tutta la narrativa che hanno voluto costruire intorno. Sono insite nel modo di pensare umano due caratteristiche che definirei genetiche o comunque radicate fin nei più profondi recessi animici, e a costo di essere giudicato noioso lo ripeterò un’altra volta. La prima è l’istinto gregario. L’uomo -essere naturalmente socievole- ne è per necessità strettamente dipendente, ma la trasformazione da individuale a collettiva della monade umana tende ad abbassarne le facoltà intellettuali ed animiche di modo che vadano perse così tutte quelle preziose caratteristiche che fanno di ognuno di noi dei pezzi unici. Nell’aspetto “massa” degli esseri umani si inseriscono così delle forme pensiero grossolane e superficiali che soffocano sul nascere ogni idea che tenda ad elevarsi al di sopra di un livello di comprensione che si adatti ai soggetti più intelligenti anzichè a quelli meno intelligenti che ovviamente vincono per numero schiacciante. L’altro aspetto, è che questa condizione diviene immediatamente costrizione – adesione forzata – a questo pensiero di stampo mediocre, pena l’ostracismo dei singoli che vogliano opporvisi. La seconda è strettamente correlata alla prima ed è la sottomissione al principio di autorità: la veridicità di una affermazione è direttamente proporzionale all’autorevolezza di chi l’affermi. Più la figura è “autorevole” più le sue affermazioni vengono tenute per buone. Perdonatemi se continuo a ripetere sempre le stesse cose. Ne sono più annoiato io di voi, ma è una premessa necessaria. In un umano consorzio dove regnino incontrastati i due aspetti suesposti, può succedere e succede, che una falsa idea si imponga -o per meglio dire venga intenzionalmente imposta- come una verità assoluta. Non voglio dilungarmi qui in banali e scontate dichiarazioni circa il fatto che la “scienza” ha rubato il campo della fede alla religione. Ognuno può constatare da se che la religione ha dovuto cedere il campo alla scienza e che la scienza esercita un potere fideistico che si basa sul “metodo scientifico” Galileiano. Le verità scientifiche sono incontestabili in quanto rese tali dall’evidenza sperimentale. Ogni fenomeno studiato se sottoposto a verifica deve offrire sempre i risultati attesi e gli esperimenti devono essere ripetibili e produrre sempre risultati in linea con quello che si vuole dimostrare. Se si verificano questi presupposti si parla di verità oggettive scientificamente valide, ma siamo sicuri che sia questo quello che si verifica nella realtà dei fatti? Probabilmente molti che hanno una visione ingenua del mondo si immaginano la scienza come il sostituto perfetto della religione, dimenticando che entrambe hanno enormi necessità materiali, e che se alla religione provvedono gli adepti, alla scienza devono provvedere i capitalisti. Nel nostro caso il capitalista ha un nome ed un cognome ben noto: J.D. Rockfeller. Da petroliere avveduto, egli ha compreso al volo che alla base della allora nascente chimica organica c’è il petrolio, e che con il petrolio si possono fare le medicine e con esse favolose fortune. Avendo egli i mezzi per fare e disfare a suo piacimento, ha trasformato la medicina fino allora praticata nella medicina farmaco-dipendente in poche semplici mosse. Con il potere che conferisce il denaro, ha creato l’AMA (American Medical Association) una organizzazione sorta dal nulla che in pochi anni ha decretato la fine della medicina tradizionale fino ad allora esercitata mettendola fuorilegge. Osteopatia ed omeopatia sono così scomparse, molti medici sono finiti in galera avendo la colpa di esercitare una medicina che prescindeva dall’utilizzo dei farmaci a base sintetica. Parallelamente venivano comprate le università e veniva creata una letteratura medica tagliata su misura. L’idea di base è che un corpo malato dipendente dall’industria del farmaco a base di petrolio è una fonte inesauribile di reddito, e che in questo contesto i sani costituiscono un ostacolo da superare con l’aiuto di una medicina che miri più a minare che a salvaguardare lo stato di salute. Tuttavia tutto questo non era ancora bastante; mancava qualcosa che facesse al tempo stesso da fondamento e da fonte inesauribile di risorse alla nuova medicina inventata di sana pianta dal geniale Rockfeller. Mancava un nemico da combattere. Un nemico invisibile ed imbattibile, ma di volta in volta temporaneamente contrastabile fino alla volta successiva, in modo da trasformare il paziente in cliente e la malattia in cronicità patologica. E’ evidente che in un simile contesto, chiunque si fosse fatto avanti affermando che un tale temibilissimo nemico tagliato su misura per le esigenze della nascente industria del farmaco esiste nella realtà e non solamente nei sogni degli industriali del farmaco, sarebbe stato ricoperto di ori ed onori. Tutto questo è toccato a Louis Pastèur. Volendo tratteggiarne la figura, di lui si può dire che fu un mediocre chimico noto per essere un truffatore plagiario ed impostore. A lui dobbiamo la genesi della “teoria virale”, ossia la teoria mai dimostrata del monomorfismo in opposizione a quella del pleomorfismo di quell’illustre scienziato e galantuomo che fu Antoine Bèchamp al quale il plagiario Pastèur era solito sottrarre il risultato delle sue osservazioni per appropriarsene. Non posso dilungarmi qui su questioni riguardanti la confutazione della falsa idea del monomorfismo sconfessata da un altro illustre scienziato Max Von Pettenkofer. Ognuno dovrebbe studiarsi questo capitolo di storia per rendersi conto di come si svolsero i fatti e di come questa teoria tuttora indimostrata sia stata fatta prevalere a forza di soldi per il fatto di essere complementare a determinati interessi. Ma Pastèur era anche noto per il fatto di giocare sporco con i vaccini. Era solito infettare intenzionalmente il bestiame vaccinato in modo da manipolare a suo vantaggio gli esiti delle vaccinazioni. Dovette affrontare cause di risarcimento per i danni prodotti. A lui dobbiamo l’invenzione di una nuova malattia, la cosiddetta “rabbia” che produsse iniettando del siero direttamente nel cervello di un cane e il metodo della “pastorizzazione” che ci ha inutilmente e dannosamente privati per lunghissimi anni del consumo di latte crudo. Che fosse una persona di bassa moralità risulta poi dal fatto che era solito tenere un diario nel quale annotava le sue scorrettezze che fu poi inopinatamente dato alle stampe da un suo erede e molto velocemente scomparso. Il mito Pàsteur=benefattore dell’umanità era ormai un dato di fatto acquisito e la “teoria virale” una verità incontestabile e incontestata, pena l’aperta ostilità dell’autorevole mondo scientifico saldamente nelle mani del nostro Rockfeller. Di solito fortuna e ricchezza vanno di pari passo e anche questo si è verificato. A dare una mano poderosa alla “teoria virale” di L.P. è venuta la micidiale “Spagnola” che ha portato via mezzo mondo e forse anche di più. E’ umanamente comprensibile che di fronte ad un simile evento sia bastato allungare la mano per trovarne la spiegazione già confezionata da quel ben noto fenomenale scienziato e benefattore. Di fronte ad un cataclisma di tale portata è apparso ovvio a chiunque che i “virus” si adattano alla perfezione a spiegare ogni tipo di malattia e che si adattano altrettanto bene a spiegare il modo in cui si diffonde ogni tipo di malattia presente e/o futura conosciuta e/o sconosciuta. E’ tutto molto semplice: Il “virus” nemico mortale dell’umanità, esce da uno ed entra volando a mezz’aria in un altro sfidando così la legge di gravità grazie al fatto di pesare quasi nulla e di mantenersi “galleggiante” ad altezza d’uomo. Tutto questo è apparso ovviamente ovvio e nessuno si è mai sognato neppure lontanamente di supporre l’esistenza di una causa che non fosse spiegabile altrimenti. Si introduca a questo punto della storia, il dott. Milton Rosenau, autentico uomo di scienza per il quale il “metodo scientifico Galileiano” non era affatto un’idea da cui poter prescindere, ma costituiva invece la base stessa della scienza della quale lui stesso si sentiva (e a ragione) un fedele portatore. Il dott. Rosenau era un devoto ammiratore di Pastèur, un autentico fanatico dei vaccini tanto da battezzare un accampamento militare “camp Jenner” (il fondatore della teoria vaccinale), ma si era messo in testa di scoprire qualcosa di più su come i virus si trasmettono da uno all’altro, ed ha fatto quello che prima di lui nessuno aveva mai fatto e nessuno ha mai più ripetuto: Ha sottoposta ad una autentica verifica sperimentalmente condotta con rigoroso metodo scientifico la “teoria virale”, non allo scopo di confutarla ma per trovare nuovi spunti che ne confermassero la validità (per lui indiscussa) e per scoprire qualcosa di inedito in proposito. Si è trattato dell’unica verifica sperimentale mai compiuta nella storia della medicina volta a confermare la validità di questa teoria accettata si può dire per acclamazione. Non mi dilungo nella descrizione. Ne ho già trattato ampiamente. Di fronte ai risultati clamorosamente negativi del suo esperimento non ha comunque avuto il coraggio di venir meno ai propri pregiudizi, e questo purtroppo macchia il merito di aver condotto degli esperimenti realmente rigorosi ed inconfutabili che hanno fornito un verdetto clamorosamente negativo del quale ne’ lui ne’ altri hanno voluto tenere conto contribuendo al perpetrarsi del falso scientifico che oggi sta attanagliando l’intera umanità in una morsa micidiale basata letteralmente sul nulla. Mi rendo conto che quello che affermo può risultare ostico ai più, ma bisognerebbe riflettere che raramente la spiegazione più a buon mercato è quella giusta. L’epidemia di Spagnola è comparsa simultaneamente in continenti distantissimi in tempi nei quali i trasporti erano agli albori, è scoppiata improvvisamente su navi in alto mare, e tutto questo non si adatta affatto all’idea di trasmissibilità per via aerea, ma si spiega invece benissimo se pensiamo alla correlazione tra le “influenze” ed i successivi stati di elettrificazione della terra come evidenziato in modo assolutamente ragionevole da Arthur Firstemberg (anche di questo ho già parlato e non voglio ripetermi ancora). Voglio infine sottolineare la totale follia dell’altra falsa teoria, quella vaccinale. E’ noto che ai tempi della Spagnola morivano i vaccinati e si salvavano i non vaccinati, è noto che nessuna delle le malattie che sono scomparse è scomparsa grazie ai vaccini. A titolo di esempio la poliomielite è scomparsa quando è scomparsa la sua vera causa (il DDT), e che i vaccini anche qui hanno fatto strage. Il vaiolo nella città di Leicester è scomparso quando tutta la popolazione ha rifiutato i vaccini optando per rigorose misure igieniche. Anticamente la gente si ammalava abbeverandosi a fontane contaminate da scarichi fecali e si potrebbe continuare a portare prove che i vaccini altro non sono che veleni che hanno contribuito a seminare morte e danni gravissimi. Esiste una vasta letteratura antivaccinista che ne parla e che è stata messa a tacere in ogni modo. Oggi ci troviamo di fronte a queste falsità che sono cresciute fino ad oscurare il nostro cielo. Non mi illudo certamente che quello che dico sia preso minimamente in considerazione. Come ho detto all’inizio e ripeto in chiusura, istinto gregario e sottomissione al principio di autorità dominano la scena incontrastati, e per l’umanità che oggi accetta di sottomettersi volontariamente alla menzogna, le prospettive non sono buone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.